mercoledì 30 luglio 2014

decelerazione

  alla fine sei andato anche tu, plutonico incendio di grano, tedioso luglio di cera, che ancora bramerò, orpello sfatto di sole, che squamerò, all’uguale interrarsi di foglie, nell'antro cardiotellurico, tra caduche palustri sinapsi e lisergica insonnia nostalgica, in un taglio grigio di cielo che arresta il pianto prima del tempo. E sfoglierò le rughe pensanti quando sarai tra il bianco del mio freddo il raggio del vero, in un tuffo di carmi malati in cui raccatterò tutti i me che non ho. Una pausa di immobile giallo nella risacca dell’acceleramento, stasi dorata di sabbia, infinita azzurrità che nell’ondulare scontornandomi non si muove. 

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