martedì 27 marzo 2012

luna marziale

In quel bacio che passa ricordo
ciondolante di fine fulgente
la luna colava.
A perdizione intrecciato
nel rosso walzer di marzo
i miei vizi in un giro irredento
sprazzi che non svaniscono
nel ferale barattare di saliva.

mercoledì 22 febbraio 2012

Verso il foglio

Riuscissi ancora a sporcarti, non sarei così sporco. Riuscissi a rigarti di nuovo, non vedrei il già fatto nel fare, il detto nel dire. Se ora ti bagnassi con schizzi di alchimia, non sarei un uovo senza giallo, un antro senza buco, un occhio senza corpo. Se ti sferzassi con la frusta di sensi orientali, se non ci fossi più, se ci fossi così com’eri, se ti potessi appallottolare per crearti dentro il rosso di una notte che non voglio; se volassi sopra di te verso un domani che esiste, se ci fossi, foglio da violare, come c’eri, io scriverei ancora il sempre scritto, di non poterti scrivere più.

giovedì 26 gennaio 2012

Spettacoli

Destati in decessi sgargianti
rugiada gioiosa fra dita di fumo
all'aperto di rantoli erranti
il misterico solco varcando
sgranati da muse d'inizio
divinando l'ombra ventura
fra funebri rose e silenzio
nel raggio teatrale d'aurora.

sabato 31 dicembre 2011

B()AA

Non ci basta essere quello che non siamo per esserlo. Il nero ci sprofonda più dei nostri ripensamenti: luce non corteggia prediche. Il gorgo che ci travolge è più assillante di un basso che scandisce le tenebre. La prigione è uno stato, come la libertà. I vostri muri non fanno lo spazio. I vostri concetti non fanno tempo. La nenia che perfora trascende le sospensioni degli affetti e gli alibi del prossimo si afflosciano marroni in una terra che non anticipa primizie.


Non ci basta essere quello che non siamo per esserlo.

martedì 13 dicembre 2011

Il buio dopo la luce

(Fotografia di Davide Pinna)


Un clic, e il buio … in fondo a occhi che non vedo
tra la liquida ressa degli spettri, fra chiome d’altre vite
entro pozzi d’azzurro svaniti. Un clic e, dopo, il buio
ora che crollo riflesso su sogno e penetro dove non so
nel limbo di Nondetto, in ogni forma d’ardimento
in paure che anticipano aurore, nei baratri che ci saranno
nelle voglie che non so, per fermarti come sei,
prima dei vermi finali. Con un bacio che non c’è.

sabato 12 novembre 2011

Barbagli d'asfalto

Ho frugato la rossa ferita delle sconfitte raccattando cartacce per rifare il sole, mostri di emozioni e freghi di sogni nel bianco disdegno del disegno che strangola il fiato quando la luce decolla. Le viole si aggrinziscono graziando la terra tenebrosa in cui olezzate falene segnano il fuoco. L’asfalto insanguinato di errori rotola sotto i miei piedi nella notte dei dubbi che addormenta la salvezza in un sorriso d’amicizia. Alla ricerca di muse sparute si trovano chimere impensate. Per questo ho chiuso gli occhi suoi tuoi, nel cimitero dei carmi in attesa del buio.

giovedì 3 novembre 2011

eterna gialla libertà

... corre nelle eterne praterie, sempre giovane, sfidando il cielo in uno scatto di silenzio, libero di ardimento per succhiare dalla vita più del dovuto, una ruota di gioia che mi rende pazzo, un giallo pozzo di bellezza in cui voglio Ritornare ... A presto occhi di smeraldo.

venerdì 7 ottobre 2011

Prime piogge

Il liquido autunno smacchia il cielo di luce guidando i cuori nel focolare del tedio dove rimbalza, tra ombre e scintille, l’insensato indugiare del mio corpo. Le nuvole umettano l’anima che scroscia nel silenzio. Dalla terra le madri profumano di fiori, stramazzati di marrone, nel letto di dolcezza. In una goccia sul vetro rosato difendo la lusinga del ritorno.

lunedì 26 settembre 2011

Vernato

(E così vai via, opera di Paolo Caddeo)

In quel vuoto che non dico


le verdi biglie dell’età salassano l’attimo


nel gelido calice di un’ansia immota


da cui affranta rovina l’inerte verga dell’estro.


Nel ricordo di cose indescrivibili non danza più alcuna Musa


giacché ho arrestato l’ingordigia di Crono quel giorno


freddando il cuore fino all’alba


dell’impossibile che sei.


mercoledì 31 agosto 2011

Aeternitas

(Sveglio, opera di Paolo Caddeo)

… in lavacri di stille disgrego


di carne irrelata radure


fidando che Oniro


di foglio rivolti l’urano


finché, all’ultimo sguardo,


di marmo saremo ogni libro.

giovedì 14 luglio 2011

33

Le nuvole incombono sul cinereo disfacimento del sorriso
i riccioli del creato si alternano in novelle decomposizioni al liquefarsi
delle idee lungo un muro che suda l’inchiostro di un tempo defunto.
Le bolle di afflizione fornicano nel rosso come biglie dannate
macerando illusioni che fermentano al canuto barbaglio d'irreale.
Parole frugano Indefinito per fuggire impossibile il reale
una giostra di rimandi è il negato del mio grido in questo cielo finito.

lunedì 2 maggio 2011

Il mio inchiostro




Scrivo solo per me nel nero di un cuore che non vuole, l’inchiostro non ha occhi, le stelle sfavillano al loro ritiro, il mio caffè è sempre meno oscuro del mio vino, ma non voglio che lo spenga. In questo vortice di sillabe sporco soltanto ciò che c’è e lascio stare le rose. Il mio dio ha un verbo tutto suo, una culla di silenzio imbianca il clamore di nonsenso. Sono solo parole.

giovedì 31 marzo 2011

... che materno il sorriso sia piaga di lutto

non voglio

e che smembri la morte smeraldo da petto,

ma sordo è dolore

come ombra vita rincorre

e non c’è niente da dire,

restate,

non voglio che sfumiate.

giovedì 17 febbraio 2011

Sole lunare

(Foto di Paolo Caddeo)
Or che sole è onda di luna
vorrei sfare il mio astratto cercare
entro occhi puliti di mano
verso cose che sanno di terra,
intra muschi che sanno di vita,
nella cosa che sferza concetto
dorando di fine ogni tempo,
ma resto,
in quel cielo che vela lo sguardo
nell’eterno ritorno di segni che sfuggono a Spazio
nel naviglio ideale di Senso
che nasconde l’angoscia del mondo
tra sbilenche righe di foglio
sul ciglio di cuori
che vestano Canto.

lunedì 17 gennaio 2011

Nigredo

… inchiostrarmi

sdrucciolare di china

nella fuga delle mie parole

avere solo cuori

in quel nero che non è

e là sarei,

non le menti,

chi siamo

dietro lo specchio …

giovedì 6 gennaio 2011

All’ora natale

Innanzi al presepe dell’ora

sgelando pupille di ieri

strascina Natale la pelle dei padri

d’etereo sbiancando le fronde

e ricordo

i balocchi, il camino di bosco

e di casa stinti pigiami

tra il muschio illusorio del gioco

e canti sacrali d’incensi

nel fuoco

che brucia castagne di sogni

anche oggi che il tempo dei vivi sfinisce

rimuoio e all'ora rinasco.

martedì 7 dicembre 2010

Inverno



(Foto di Ilaria Diana, "La città nera")


Nel foglio ove crocio ricordo
che intarsia foglia di bianco
ondulando luce di fumo
che brezza piega a mestizia
e suona di terra riflesso,
l’inverno.

giovedì 18 novembre 2010

Grazie

(Foto di Ilaria Diana)

Ho schiuso di piazza il mio cuore
tracciando il declino di sole
perché ombra sfumasse di oggi
il domani senza minuto
e fosse grazie la grazia dei versi
verso il senso che dora Ricordo
nell’eterno inchiostrarsi di sguardi
e di corpi che avvolgo di foglio
evocando dei numi gli auspici
nel mio carme di carne e parole
di gioia perenne e di sensi,
di amori, dolori e di vita.

giovedì 30 settembre 2010

Spento tempo

(Fotografia di Ilaria Diana)

Ho spento il tempo

in faccia alla città

sul davanzale di Domani

al primo autunno annuvolato

all’ultimo boccale di bolle

L’ho sperso

squadrando luci velate

nelle grigie bottiglie di ieri

In questo aroma di terra

che resina seno di madre

pregando sciolti silenzi

in questa brezza marrone

che m’albera di turpe torpore

sul tuo corpo paffuto

che slaccia pensieri fogliati

nel riso che spassa l’eterno

Il tempo

ho spento il tempo.

martedì 31 agosto 2010

Madri

(Madre morta, Daphne Todd)

Alle madri sformate d’amore

cronicario di rinunce

sul selciato truccato di domani

ove Ore sfogliano in sudore

tra crucciate notti da stiro e centrifughe di cure

ammorbidenti di carità entro muti rosari serali

al cupo averno del tempo

che inverdisce in sorriso di figlio

quando d’ambra pelle s’arruga

e neva argento la chioma un dì d’oro

mentre grembo di Terra richiama

quella Luce che scioglie tramonto

e l’iride verde s’azzurra

in quel sempre che santifica cuore,

nel mio cuore che santifica sempre.