sul campo fredda la neve, cappe ceree di gigli, viola e tersa la bruma, trina pura d’aurora. Cresceva ciliegia al nocciolo – ché era nocciolo. E se sono
il domani cercato, sono ancora nocciolo – ma senza il rosso.
venerdì 20 febbraio 2015
giovedì 29 gennaio 2015
rimpatrio
or che cadono
da li occhi ali
e ci diamo la
notte - io e te - piano
puri allo
scrosciar del fango
scolorando dentro
al buio che precede
come in un
fiotto che muto cede
al mar quieto
l’intenzione
d'esser altro dal rientro.
giovedì 4 dicembre 2014
anamnesi
Ero io,
soltanto io – in un desiderio, in un rimpianto.
Il verde dei
tuoi occhi rugiada era terra ambrata di Sud
e notte era l’ombra del riso, sole mattinale l’ondeggiare
del paniere,
burrasca
era il pianto e senso d'albore l’orgasmo.
Ti ho rivista
in un sorso d’incoscienza – ma non eri tu.
Eravamo solo
noi, neppure noi – prima di dirci ciao.mercoledì 26 novembre 2014
pienezza
(Dipinto di Delawer Omar)
sulla battigia dell’ultima ruga
donde venero il difetto del tuo erotico corpo
scoloriva il brontolio del blu
e là ritagliato da Pensare
da un rotondo schiumare di sassi
della imperfezione il marevenerdì 3 ottobre 2014
la caduta
alla sverniciatura del bianco
muri ancora di bianco
mentre migra la rondine del senso.
Vicino il vetro ruba il cielo,
e vorrei - incastrare la tristezza nel
riflesso
sviolinando del sole il declino.
Nel marrone ritorno di uguale albino è il dolore.
Le parole non stramazzano dal foglio
e arriva – la caduta.
mercoledì 30 luglio 2014
decelerazione
alla
fine sei andato anche tu, plutonico incendio di grano, tedioso luglio di cera, che ancora bramerò, orpello sfatto di sole, che squamerò, all’uguale interrarsi
di foglie, nell'antro cardiotellurico, tra caduche palustri sinapsi e lisergica insonnia nostalgica, in un taglio grigio di cielo
che arresta il pianto prima del tempo. E
sfoglierò le rughe pensanti quando sarai tra il bianco del mio freddo il raggio
del vero, in un tuffo di carmi malati in cui raccatterò tutti i me che non ho. Una pausa di immobile giallo nella risacca
dell’acceleramento, stasi dorata di sabbia, infinita azzurrità che nell’ondulare
scontornandomi non si muove.
venerdì 20 giugno 2014
la dinamica del sole
quando tutti dormono io vivo qua, alla ombratile luce che non riposa, nell'officina della tovaglia, fra fiori di
caucciù e mesti resti di te, in un presagio che stanca il tempo nell’insensato
ma non il senso nell’autoblio. Tra i sogni degli altri vigilo il mio, al
decostruirsi degli orni dei cari, e dei miei e dei tuoi, in un raggio di
finestra che arrostisce la pelle affumicando il bianco del riso nella immota ora che non è.
giovedì 12 giugno 2014
Riflessi
E’ stato pure
il tempo e con lui tu,
arrivata dopo
che partisse.
Una valigia lasciata nel passato, in mezzo
alla via ingiallita con te
mentre aleggia il maestrale tra i raggi di un turbine andato e
incarto il
cuore al banchiere del caso,
svolto in
altre dimensioni sboccerà
l’ologramma del sole.mercoledì 5 marzo 2014
In morte di un maestro
Neppure punteggiando
questa carta con martelli libertari di parole riuscirei a vomitare tale pozzo
scalpellando sul basalto una gloria mai bramata. I cattivi maestri vivono per
sempre. La sublimazione di un incontro lisergico dispone il diluvio rabbioso
lungo un campo imbiancato: dopaminico è il trapasso all’ululato del dolore
mentre si spezzetta la catenina del difetto. Una pacca sulla spalla di domani
come un fiato che respiro, una eco argentea di biglie, di bracciali al
vento policrome perline. E ancora tu intraducibile, dal primo abbraccio
d’ebbrezza all’ultima carezza di sole.
venerdì 7 febbraio 2014
Retaggi d’inchiostro
(Disegno di Marco Caddeo)
Trangugiavo l’ultimo sole in un balcone infantile, sotto un sudario autunnale, traslato dal cielo scucito. Verso gli anni, prossimo al dopo, sfuggente scolavo ogni verde, sul concavo vespro sfumante, l'arancio. Fra ombre oscillanti, di qua dal giudizio, attendevo dal grigio il riposo piantando memoria nel bosco. Saturnici giri di corvi, poi il vento, e la pioggia. Scriveva, la colpa.
Trangugiavo l’ultimo sole in un balcone infantile, sotto un sudario autunnale, traslato dal cielo scucito. Verso gli anni, prossimo al dopo, sfuggente scolavo ogni verde, sul concavo vespro sfumante, l'arancio. Fra ombre oscillanti, di qua dal giudizio, attendevo dal grigio il riposo piantando memoria nel bosco. Saturnici giri di corvi, poi il vento, e la pioggia. Scriveva, la colpa.
giovedì 19 dicembre 2013
cadenza d'inverno
ho chiuso le
persiane del ciclo
tra le bolle nel sole velato.
Nel silenzio
che dilata,
l’umiltà del
tempo
nel tantrico cemento
la mistica del passo.
nel tantrico cemento
la mistica del passo.
mercoledì 13 novembre 2013
ritorno metropolitano
su ignoti serici colli
babilonica verdità
nel biancore d'acciaio diluvio
e ancora tu oscura
in ogni mio tempo.
in ogni mio tempo.
martedì 3 settembre 2013
alcova terminale
aboliamo il mondo
or che il sole cade
e stiamo qua
dove non c’è sognare
ora che la pioggia squassa
fra i pensieri foglie uguali
serriamo gli
occhi nel coito ferale
legando i
sensi prima che non vogliano noi
aboliamo il
mondo,
là, tra le luci
già andate,
dove il cuore più non batte.
lunedì 26 agosto 2013
laghi vani
solo niente senza ombre, ma quanta luce dalle fessure! Intanto corre il
sangue tra le cannule innevate mentre libera fiotti di cuore la catapulta della
costrizione. Nel noluntuoso uso inciampo, in laghi
non miei insieme al rimpianto.
sabato 22 giugno 2013
Franco Battiato - L'animale
allo schiumare del maiale
sfoglio lucidi i cieli dal cinabro sanguigno dei laghi
frustato da mani sfuggite amo che non sarai
or ché t'implodo nel plurimo fiotto del sei.
sabato 8 giugno 2013
ibernazione
prima del morbido rosa
in un corpo che non c'è
frugo solo il bianco
titillando il senso per umettarmi di te
ora che iberno un fatale non sarai
nella casta nequizia di un sei.
in un corpo che non c'è
frugo solo il bianco
titillando il senso per umettarmi di te
ora che iberno un fatale non sarai
nella casta nequizia di un sei.
lunedì 27 maggio 2013
traslato
la mia è la macchina peggiore
perché il cuore non ha ruote per schiantarsi.
Per la terra che sono salvo il giallo di giugno.
Nei tuoi occhi il tuo vedrò prima che mi pensi.
venerdì 12 aprile 2013
sempre
nel silenzio
tamponato dallo scacco lucido l’andato vezzeggiando il mai il riflesso
del fuoco pianta il tempo nell’indugiare di un sorriso scarico il
cuore dove non c’è, avanzando già, prima di me senza ogni te.
venerdì 25 gennaio 2013
l'incastro
la notte ho paura di scrivere
perché ti penso in un buio che m'incastra
giacché vedo dentro un nero che mi orba
che non sarò la medaglia del rispetto
ma solo un'ombra che la notte torna a casa.
perché ti penso in un buio che m'incastra
giacché vedo dentro un nero che mi orba
che non sarò la medaglia del rispetto
ma solo un'ombra che la notte torna a casa.
sabato 22 dicembre 2012
discensione
stringono il tempo gli estinti
al ruzzolare del riso
m'accascio all'inchino dei gigli
ginepraio d'incenso nel sole disceso
arso d'assenza mi desto
e in una vuota vestaglia sfibrata
dismetto l'immenso.
al ruzzolare del riso
m'accascio all'inchino dei gigli
ginepraio d'incenso nel sole disceso
arso d'assenza mi desto
e in una vuota vestaglia sfibrata
dismetto l'immenso.
Iscriviti a:
Post (Atom)
.jpg)



