venerdì 3 ottobre 2014

la caduta

  alla sverniciatura del bianco muri ancora di bianco
mentre migra la rondine del senso.
Vicino il vetro ruba il cielo,
e vorrei - incastrare la tristezza nel riflesso
sviolinando del sole il declino.
Nel marrone ritorno di uguale albino è il dolore.
Le parole non stramazzano dal foglio
e arriva – la caduta.  

mercoledì 30 luglio 2014

decelerazione

  alla fine sei andato anche tu, plutonico incendio di grano, tedioso luglio di cera, che ancora bramerò, orpello sfatto di sole, che squamerò, all’uguale interrarsi di foglie, nell'antro cardiotellurico, tra caduche palustri sinapsi e lisergica insonnia nostalgica, in un taglio grigio di cielo che arresta il pianto prima del tempo. E sfoglierò le rughe pensanti quando sarai tra il bianco del mio freddo il raggio del vero, in un tuffo di carmi malati in cui raccatterò tutti i me che non ho. Una pausa di immobile giallo nella risacca dell’acceleramento, stasi dorata di sabbia, infinita azzurrità che nell’ondulare scontornandomi non si muove. 

venerdì 20 giugno 2014

la dinamica del sole

  quando tutti dormono io vivo qua, alla ombratile luce che non riposa, nell'officina della tovaglia, fra fiori di caucciù e mesti resti di te, in un presagio che stanca il tempo nell’insensato ma non il senso nell’autoblio. Tra i sogni degli altri vigilo il mio, al decostruirsi degli orni dei cari, e dei miei e dei tuoi, in un raggio di finestra che arrostisce la pelle affumicando il bianco del riso nella immota ora che non è.

giovedì 12 giugno 2014

Riflessi

E’ stato pure il tempo e con lui tu,
arrivata dopo che partisse.
Una valigia lasciata nel passato, in mezzo alla via ingiallita con te
mentre aleggia il maestrale tra i raggi di un turbine andato e
incarto il cuore al banchiere del caso,
svolto in altre dimensioni sboccerà
l’ologramma del sole.

mercoledì 5 marzo 2014

In morte di un maestro

Neppure punteggiando questa carta con martelli libertari di parole riuscirei a vomitare tale pozzo scalpellando sul basalto una gloria mai bramata. I cattivi maestri vivono per sempre. La sublimazione di un incontro lisergico dispone il diluvio rabbioso lungo un campo imbiancato: dopaminico è il trapasso all’ululato del dolore mentre si spezzetta la catenina del difetto. Una pacca sulla spalla di domani come un fiato che respiro, una eco argentea di biglie, di bracciali al vento policrome perline. E ancora tu intraducibile, dal primo abbraccio d’ebbrezza all’ultima carezza di sole. 

venerdì 7 febbraio 2014

Retaggi d’inchiostro

                                                          (Disegno di Marco Caddeo)

 Trangugiavo l’ultimo sole in un balcone infantile, sotto un sudario autunnale, traslato dal cielo scucito. Verso gli anni, prossimo al dopo, sfuggente scolavo ogni verde, sul concavo vespro sfumante, l'arancio. Fra ombre oscillanti, di qua dal giudizio, attendevo dal grigio il riposo piantando memoria nel bosco. Saturnici giri di corvi, poi il vento, e la pioggia. Scriveva, la colpa.  

giovedì 19 dicembre 2013

cadenza d'inverno

  ho chiuso le persiane del ciclo
tra le bolle nel sole velato.
Nel silenzio che dilata,
l’umiltà del tempo
nel tantrico cemento
la mistica del passo.

mercoledì 13 novembre 2013

ritorno metropolitano

   su ignoti serici colli
babilonica verdità
nel biancore d'acciaio diluvio
e ancora tu oscura
in ogni mio tempo.

martedì 3 settembre 2013

alcova terminale

   aboliamo il mondo
or che il sole cade
e stiamo qua
dove non c’è sognare
ora che la pioggia squassa
fra i pensieri foglie uguali
serriamo gli occhi nel coito ferale
legando i sensi prima che non vogliano noi
aboliamo il mondo,
là, tra le luci già andate,
dove il cuore più non batte.

lunedì 26 agosto 2013

laghi vani

   solo niente senza ombre, ma quanta luce dalle fessure! Intanto corre il sangue tra le cannule innevate mentre libera fiotti di cuore la catapulta della costrizione. Nel noluntuoso uso inciampo, in laghi non miei insieme al rimpianto.

sabato 22 giugno 2013

Franco Battiato - L'animale


     

 
   allo schiumare del maiale
sfoglio lucidi i cieli dal cinabro sanguigno dei laghi
frustato da mani sfuggite amo che non sarai
or ché t'implodo nel plurimo fiotto del sei.

sabato 8 giugno 2013

ibernazione

  prima del morbido rosa
in un corpo che non c'è
frugo solo il bianco
titillando il senso per umettarmi di te
ora che iberno un fatale non sarai
nella casta nequizia di un sei. 

lunedì 27 maggio 2013

traslato

    la mia è la macchina peggiore
perché il cuore non ha ruote per schiantarsi.
Per la terra che sono salvo il giallo di giugno.
Nei tuoi occhi il tuo vedrò prima che mi pensi. 

venerdì 12 aprile 2013

sempre


   nel silenzio tamponato dallo scacco lucido l’andato vezzeggiando il mai  il riflesso del fuoco pianta il tempo nell’indugiare di un sorriso   scarico il cuore dove non c’è, avanzando già, prima di me senza ogni te.   

venerdì 25 gennaio 2013

l'incastro

    la notte ho paura di scrivere
perché ti penso in un buio che m'incastra
giacché vedo dentro un nero che mi orba
che non sarò la medaglia del rispetto
ma solo un'ombra che la notte torna a casa.

sabato 22 dicembre 2012

discensione

  stringono il tempo gli estinti
al ruzzolare del riso
m'accascio all'inchino dei gigli
ginepraio d'incenso nel sole disceso
arso d'assenza mi desto
e in una vuota vestaglia sfibrata
dismetto l'immenso.

domenica 25 novembre 2012

sole d'oblio

                                          (Opera di Larissa Kulik)
  
è ferma Cagliari al mattino
sui vetri arancioni gorghi di ieri
osservo nel cielo rosato
un corvo tagliare l'azzurro
sopra strambi sputi d'acciao.
Alle nuvole rientrano i sogni
il sole rotondo s'innalza
e nel giallo dell'aria
l'eterno acceca il ricordo.

lunedì 29 ottobre 2012

Vicinanze


Circolate tra carri di morti, rincasano le idee al rosa immoto della luce. Il fumo prematuro riga il silenzio della prima stasi gelata scassinando gli scrigni del vostro fetore. E tornate, con giacche di fustagno e fieno, cosinzos di cenere e fango, ragnatele di castagne, grappoli languidi d’uva, mosto e visioni, corna di latte fumante, viottoli e fiele, fruscio di sudore su lisergica polvere gialla. Tornate, fazzoletti di lutto, ossute mani sognanti, parole gravi di terra, lacrime sante, stralunati occhi di acqua, canuti forni di pane, sedie e racconti di fuoco, fatali ghigni d’autunno.
Roccia e dolcezza alla fine del lume
sul bordo di un sole che non perdona
verso il mai con l’asino che non sfuma
un sorriso che è andato.

sabato 4 agosto 2012

spazio

-Ehi ciao,
-Ehilà che fai?
-Vado
-Vai dove?
-Ora vado,
vado a strapparmi il cuore dalla carne
poi arrossato ritorno.
-Ehi ciao,
-Ehilà che fai?
-Sono tornato
-Da dove?
 -Ora entra,
forza accomodati, c’è tanto spazio ora.

martedì 10 luglio 2012

Spersenza

Vacuo ammuffire nel vostro sperare
donandovi il tempo che vorrei abolire
stolto sbraitare per ingrassare
poppando monete dal vostro assentire
vacuo vergare per imbrigliare
girando le chiavi su crepe future  
stolto bramare che resti salpare
piegando le ali a tutto l'amore.
Muto in un campo di rocce
impicco risposte a una croce
e truce vi lascio a ogni voce.