sabato 11 aprile 2009

Pasqua

(Opera di Kurtz 58, Pacem te poscimus)

Avrei voluto scrivere di voi
balocchi su bare di terra
e sciogliere in questa piaga
l'inchiostro di Perdono
fare del Perchè una fede che consola
mentre l'Aquila dell'uomo sfida il Cielo
e la tacita Notte vomita innocenza
ora che cala il sipario del Silenzio
e la cenere ferale
grida Croce nel vento dell'Oblio.

4 commenti:

A ha detto...

Dedicato ai morti nel terremoto, soprattutto ai bambini.

Anonimo ha detto...

è un pensiero molto intimo e lontano dalla solita retorica, ciao

moon

moon ha detto...

sei sparito?

A ha detto...

...sparito come spesso accade in un vuoto silenzioso al di qua delle parole, ma tornerò presto, almeno credo, quando sarò ispirato. Felice notte e ancora infiniti complimenti per il tuo libro.

PS

Mi rifersico al bellissimo libro ValeAna, di Martita Fardin. Ai pochi che leggono il mio blog, ne consiglio vivamente la lettura.