giovedì 31 dicembre 2009

Guancia di luna

(Opera di Michele Zucca, Lo sguardo dolce)


Nudo
sopra rovi di dolcezza
carnato spoglio di ragione
germoglio
allo schiumare del sangue
fra i vapori del tuo cuore rigonfio
tra le vie
nella città appestata,
o guancia di luna,
tra gli incendi delle periferie
e mulinelli impiccati ai lampioni
tra crocicchi di foglie e marionette ridenti
alla luce della mia nebbiosa abat- jour
dietro la persiana del tempo
al pesto buio del mio incredulo amore
forse amo.

4 commenti:

lady ha detto...

Una bellissima ode all'amore, allo sbocciare dell'inverno... <3

Atteone ha detto...

... una paradossale ode al mistero che mescola affascinanti e glaciali crepuscoli con l'inconsueto tepore dell'alba...grazie lady del tuo appassionato commento e del tuo gradito passaggio.

martita ha detto...

mi sono quasi persa le stagioni, la mia guancia è incavata, ma il sorriso sereno. qui si sta in pace.

Atteone ha detto...

Il vuoto delle guance raccoglie segreti che non so dire. La luna del silenzio è una faccia che parla, bentornata.