sabato 15 agosto 2015

da un freddo nulla estivo

Divorava la notte bugiardo l’agosto. E pensavo, tra le anime scavate, – come da un nulla cimiteriale. Uno spettro - tra i tanti nella lisergia – sfumava nel tornare proprio dietro i sogni sferzando danzante speranza e - non faceva più scrivere. Divorava la notte le discussioni dei delusi in un fumo che miscelava le emozioni. Si creava un’apatia che rapiva con violenza nel frammento fino al non-io - quasi fino... a te. E pensavo - da un nulla cimiteriale - inchiodato a tutto il bello che non c'è e che non fa scrivere. Non fa più scrivere.  

lunedì 29 giugno 2015

sospesi

  mentre sfionda in rosso il sole
e torni da un lontano che arresta
nessuno pensa a te
ma
all’aggiustamento di un cielo
è redenta ogni idea
in punti che silenziano tempo
e – soltanto – si resta
tu e io
nel quieto affresco di potenza –
parola 

lunedì 20 aprile 2015

prepassanti

  è scivolato in questo sole ultimativo
anche il tempo dei miei cari
strascicando corollari di sogni
nel rimorso che sbianca i ricordi
or che precorro l’assenza del noi
e segno il passo al vasto inizio
la crisalide scioglie l'indugio
- e si sperde.

venerdì 3 aprile 2015

veli

  è quando ho messo via gli occhiali che ti ho veduta. Gli abiti di questo io sono fatti in serie, come gli abiti del tuo. Ero nudo e senza occhiali, per questo ti ho vista. Alla fine di una notte lisergica nell'aurora che acceca. Ho trasceso le convenzioni del corpo, ma nella negazione del volere, orbo, ho voluto. Quando mi sono svegliato avevo gli occhiali e i vestiti uguali ai tuoi. 

venerdì 27 febbraio 2015

cuore imposto

 stirerò questa mattina di polietilene sino allo strappo dove fuggirà la luce, dei merli sopra il filo ogni folle geometria e il tempo coi suoi vani giri di frusta e poi nulla, un intrico di flaccidi polimeri, così lo spazio amato e ogni secondo di voi, il giudizio degli avi e dei futuri evi, in uno stropicciamento contratto – e io, nella svelatezza del non, complicato – senza un cuore imposto.

venerdì 20 febbraio 2015

στέρησις

   sul campo fredda la neve, cappe ceree di gigli, viola e tersa la bruma, trina pura d’aurora. Cresceva ciliegia al nocciolo – ché era nocciolo. E se sono il domani cercato, sono ancora nocciolo – ma senza il rosso.

giovedì 29 gennaio 2015

rimpatrio

  or che cadono da li occhi ali
e ci diamo la notte - io e te - piano
puri allo scrosciar del fango
scolorando dentro al buio che precede
come in un fiotto che muto cede
al mar quieto l’intenzione
d'esser altro dal rientro. 

giovedì 4 dicembre 2014

anamnesi

   
                                                                    (opera di Alfred Opitz)                                             
     ti ho rivista in un fondo di sogno – ma non eri tu.
Ero io, soltanto io – in un desiderio, in un rimpianto.
Il verde dei tuoi occhi rugiada era terra ambrata di Sud
e notte era l’ombra del riso, sole mattinale l’ondeggiare del paniere,
burrasca era il pianto e senso d'albore l’orgasmo.
Ti ho rivista in un sorso d’incoscienza – ma non eri tu.
Eravamo solo noi, neppure noi – prima di dirci ciao.

mercoledì 26 novembre 2014

pienezza

                                                    (Dipinto di Delawer Omar)
   sulla battigia dell’ultima ruga
donde venero il difetto del tuo erotico corpo 
scoloriva il brontolio del blu
e là ritagliato da Pensare
da un rotondo schiumare di sassi
della imperfezione il mare

venerdì 3 ottobre 2014

la caduta

  alla sverniciatura del bianco muri ancora di bianco
mentre migra la rondine del senso.
Vicino il vetro ruba il cielo,
e vorrei - incastrare la tristezza nel riflesso
sviolinando del sole il declino.
Nel marrone ritorno di uguale albino è il dolore.
Le parole non stramazzano dal foglio
e arriva – la caduta.  

mercoledì 30 luglio 2014

decelerazione

  alla fine sei andato anche tu, plutonico incendio di grano, tedioso luglio di cera, che ancora bramerò, orpello sfatto di sole, che squamerò, all’uguale interrarsi di foglie, nell'antro cardiotellurico, tra caduche palustri sinapsi e lisergica insonnia nostalgica, in un taglio grigio di cielo che arresta il pianto prima del tempo. E sfoglierò le rughe pensanti quando sarai tra il bianco del mio freddo il raggio del vero, in un tuffo di carmi malati in cui raccatterò tutti i me che non ho. Una pausa di immobile giallo nella risacca dell’acceleramento, stasi dorata di sabbia, infinita azzurrità che nell’ondulare scontornandomi non si muove. 

venerdì 20 giugno 2014

la dinamica del sole

  quando tutti dormono io vivo qua, alla ombratile luce che non riposa, nell'officina della tovaglia, fra fiori di caucciù e mesti resti di te, in un presagio che stanca il tempo nell’insensato ma non il senso nell’autoblio. Tra i sogni degli altri vigilo il mio, al decostruirsi degli orni dei cari, e dei miei e dei tuoi, in un raggio di finestra che arrostisce la pelle affumicando il bianco del riso nella immota ora che non è.

giovedì 12 giugno 2014

Riflessi

E’ stato pure il tempo e con lui tu,
arrivata dopo che partisse.
Una valigia lasciata nel passato, in mezzo alla via ingiallita con te
mentre aleggia il maestrale tra i raggi di un turbine andato e
incarto il cuore al banchiere del caso,
svolto in altre dimensioni sboccerà
l’ologramma del sole.

mercoledì 5 marzo 2014

In morte di un maestro

Neppure punteggiando questa carta con martelli libertari di parole riuscirei a vomitare tale pozzo scalpellando sul basalto una gloria mai bramata. I cattivi maestri vivono per sempre. La sublimazione di un incontro lisergico dispone il diluvio rabbioso lungo un campo imbiancato: dopaminico è il trapasso all’ululato del dolore mentre si spezzetta la catenina del difetto. Una pacca sulla spalla di domani come un fiato che respiro, una eco argentea di biglie, di bracciali al vento policrome perline. E ancora tu intraducibile, dal primo abbraccio d’ebbrezza all’ultima carezza di sole. 

venerdì 7 febbraio 2014

Retaggi d’inchiostro

                                                          (Disegno di Marco Caddeo)

 Trangugiavo l’ultimo sole in un balcone infantile, sotto un sudario autunnale, traslato dal cielo scucito. Verso gli anni, prossimo al dopo, sfuggente scolavo ogni verde, sul concavo vespro sfumante, l'arancio. Fra ombre oscillanti, di qua dal giudizio, attendevo dal grigio il riposo piantando memoria nel bosco. Saturnici giri di corvi, poi il vento, e la pioggia. Scriveva, la colpa.  

giovedì 19 dicembre 2013

cadenza d'inverno

  ho chiuso le persiane del ciclo
tra le bolle nel sole velato.
Nel silenzio che dilata,
l’umiltà del tempo
nel tantrico cemento
la mistica del passo.

mercoledì 13 novembre 2013

ritorno metropolitano

   su ignoti serici colli
babilonica verdità
nel biancore d'acciaio diluvio
e ancora tu oscura
in ogni mio tempo.

martedì 3 settembre 2013

alcova terminale

   aboliamo il mondo
or che il sole cade
e stiamo qua
dove non c’è sognare
ora che la pioggia squassa
fra i pensieri foglie uguali
serriamo gli occhi nel coito ferale
legando i sensi prima che non vogliano noi
aboliamo il mondo,
là, tra le luci già andate,
dove il cuore più non batte.

lunedì 26 agosto 2013

laghi vani

   solo niente senza ombre, ma quanta luce dalle fessure! Intanto corre il sangue tra le cannule innevate mentre libera fiotti di cuore la catapulta della costrizione. Nel noluntuoso uso inciampo, in laghi non miei insieme al rimpianto.

sabato 22 giugno 2013

Franco Battiato - L'animale


     

 
   allo schiumare del maiale
sfoglio lucidi i cieli dal cinabro sanguigno dei laghi
frustato da mani sfuggite amo che non sarai
or ché t'implodo nel plurimo fiotto del sei.