
Sono morto in un letto di libri
seppellito tra parole cobalto
su guanciali di fogli ingialliti,
inchiodato a pagine ferite
da scarlatti punti marmorei.
Calato in un tumulo di calligrafia, oleato con inchiostro profumato di Illusione, mi hanno imbalsamato in versi piramidali dentro l’urna del Vuoto Pacificatore.
Hanno acceso candele per inscenare la danza della mia anima furente.
Hanno acceso litanie, degli Avi esoterici carmi, per imbellire la loro sete di Speranza.
Ho visto pozzi neri nel sudario del Silenzio, il Nulla che stinge in cavità senza fondo dal contorno dorato, i tarli del legno e isotteri nichilisti gozzovigliare con la carta marcita. Dalle orbite forate di oscurità fuoriesce il lombrico della futile Maldicenza. Ho riempito la bara luccicante dei miei giocattoli migliori, delle foto e dei ricordi, degli amori e degli odi.
Sono morto in un talamo di libri
mentre ti scrivevo al chiaro di luna
esorcizzando la Bellezza
che interdice l' Addio.