domenica 26 luglio 2009
domenica 31 maggio 2009
Nel maggio che dora le messi
Nel maggio che dora le messi
e sfonda il torace di beltà
in fondo alla prosa del mio cervello,
nel tutto che si ha
che dischiude al nulla che si vuole;
dentro il nulla che si vuole,
che apre al tutto che si ha.
In questa perdita che è Vita,
nel maggio che dora le messi
e fa esplodere il tuo corpo di sole
nel seno della pienezza
in questa oceanica rinuncia
in questo abbandono di miraggi.
Nel maggio,
che infiamma le messi
e che miete
pezzi di cuore,
in questa visione,
nel brillore della Verità
nella vampa della sua menzogna.
Nel maggio che dora le messi,
in questa atavica raccolta,
io ti ho presa.
venerdì 15 maggio 2009
Sensato
venerdì 1 maggio 2009
La Colpa

nel vuoto smunto di lusinghe
dove rapino comete di cervello
smembrandole in coriandoli di verità
nell'orizzonte ascoso della Colpa.
Scavato d'Amore
trapasso
a stilla di Mattino
svirgolando lettere d'argento
in preghiere dorate di Pietà.
sabato 11 aprile 2009
Pasqua
(Opera di Kurtz 58, Pacem te poscimus)Avrei voluto scrivere di voi
balocchi su bare di terra
e sciogliere in questa piaga
l'inchiostro di Perdono
fare del Perchè una fede che consola
mentre l'Aquila dell'uomo sfida il Cielo
e la tacita Notte vomita innocenza
ora che cala il sipario del Silenzio
e la cenere ferale
grida Croce nel vento dell'Oblio.
giovedì 9 aprile 2009
Esercizio d'Amore
(COGNITIVE TRANSFORMATION, ink on board, di Ben Tolman)Il lavacro sacrale del mio inchiostro
scarnifica monoliti di Tabù
e mi obnubilo nel tampax di Maya cedevoli
baloccandomi con l'Ordo fittizio delle idee
dopamine di proiezioni astrali
nel virtuale precipizio dei neuroni
mentre involvo nell'arenile dell'invenzione
ogni leptone di Realtà
bramando consolazione
nel flusso orgiastico
che menzogna il Senso.
Mi corazzo, mi denudo d'Arte
mentre cade il Sole
e iridi più ataviche
del Cosmo
m'inghittono d' Amore.
martedì 17 marzo 2009
Ispirazione
Ti trovo dove non sei
raccogliendo boccioli all'arrossire del Bianco
la fioritura della virtualità che maledice Reversibilità
nell'angolo che taglia un pelago impossibile
sul Tramonto che sfuma Ricordo
e che trascina al suo perire le vesti alla luce che fosti
ti trovo tra la lira della Notte
in cui corolle altezzose imperlano Tabù
e non ho più soli per te né parole
né sillabe né urla di futuro e torture di passato
ti trovo dove non sei
nell'aborto di stille cristallizzate
nel diniego di lucciole fanciulle
nel ritrarsi sublime di Apollo
in ogni cosa che non sei
e in tutte quelle che non sarai
ti trovo dove non sei,
solo dove non sei
e questo è il mio modo di averti,
questo il mio modo di perderti.
lunedì 2 marzo 2009
Onnipresenza
(Dipinto di Paolo Caddeo, "Onnipresenza")Non posso ansimare parole d’argento
tra i guanciali illibati del nobile Sentire
perenni Grazie inacidendo
col seme notturno del mio dannato scribacchiare.
Ciò che scavo ha il volto del dirupo!
Vuoi forse Precipizio dolce musa? Tu godi l' Abisso.
Trapassare è il tuo albeggiare.
Non posso giocarti neanche nel Bianco,
neanche nel Nulla posso averti.
Sei farfalla quando sei realtà,
realtà quando sei Sognare.
Se io ti scrivo non ti ho,
se ti ho non ti scrivo.
O civetta bugiarda,
insorgenza del mio Decadere
Tartaro del mio liberare
libertà del mio imprigionare.
O dolce mia musa, vuoi forse cadere?
Lo so bene, tu ami cadere.
S-vanire è il tuo Venire
o Inviolato strapiombo del mio Ritorno.
Andare il tuo tornare
assurto Crepaccio a impuri cieli d’ Inchiostro,
o Musa, vuoi cadere?
Lo so bene,
Mancanza è Onnipresenza.
domenica 22 febbraio 2009
Sfumeremo
(Opera di Paolo Caddeo, Il mare dell'Oblio)Sfumeremo come il Tramonto
smagliati fino a trasparire
scopati dal Caso distratto
bavosi di rimpianto
implosi
sardonici nel pozzo della sera
soli
con l'onore che il nulla concede
ai suoi aborti immiseriti
sgloriati di Poesia.
sabato 14 febbraio 2009
Nonluogo
(Opera di Tom McKee, Master of Mischievous Freudian Feasts) Ti porterò con me
dove gemmano le rose
e il sole sboccia di cedevoli carmi
il Bene inonda di piacere ogni atto
e rugiada di canti
s’intarsia di purezza al balenare del tuo riso,
al di là degli opposti e della contraddizione
dove arcipelaghi sottili sono vertigini di piume
e nuvole di notempo filano Grazie vogliose d’eternità
dove si può amare senza ferire
ti porterò con me
il giorno della mia Fine.
martedì 27 gennaio 2009
Infanzia selvaggia
(A Forest, The cure)
Ambulacri di raggi ritorti
nella forra dei cuori traditi
mentre afona deflagra
la verde chioma della libertà
e stormi di ombratili auspici
traghettano anime di legno
sulla selva incorrotta della Malinconia.
Ira di fate violate
ed Elfi in marcia
contro la rovina d’ Empatia,
Centauri di boschi remoti
e di Arpie inumane orde
Silfi leggiadri e Titani
avanzano verso il Ritorno
per lavare lo smembramento di Amadriade
esiliando dal Domani
il mercimonio demonico
delle zolle del mio Senso.
Le acque della Spensieratezza
evaporano nell’Hýbris di Ruspe vanagloriose
e nella panica corsa di ginocchia sbucciate
rimembro il nido immacolato
della mia infanzia selvaggia.
giovedì 25 dicembre 2008
Reale Inatteso
(Opera di David Stoupakis)M’ interro nello stabbio del vergine silenzio
mentre crome di promesse s-piegano l’attimo.
Bevo un caffè più dolce del vino
nei vivai delle tue sorgenti,
un vino più amaro del caffè
che mi nasce quando mi muore.
Redento nella consuetudine
di un frammento incondizionato
ho perduto la scintilla
per nevicare nell’Incendio.
Fiocchi di Parola preservano
radici più profonde del Foglio,
ma siamo asserviti a singhiozzi di fonemi
lungo il calvario di ipnosi esistenziali
allorché nell’anelare custodiamo l’amore.
Così, nel canto di cigni avvizziti
tra piume di rimpianti e sorrisi davvero innocenti,
versiamo verbi inascoltati nel pelago del domani
ampolle di illusioni e vapori di verità
olezzi di tremore e vibrare di ciglia
biancheggiando ecchimosi di Muse
quando ombratile albeggia il Reale Inatteso.
giovedì 4 dicembre 2008
È bello...
(La nuova alba, opera di Kurtz58)È bello il tempo delle tue labbra
mentre bevo i girasoli
dei tuoi specchi bruniti
il nontempo del tuo sorriso
il raggio che gentile lo bacia
l’aura della meraviglia
i riccioli neri dei tuoi pensieri
che si arrampicano sulle mie paure.
È bello il tempo delle tue mani canute
lo smalto della vanità e quello dell’insicurezza
la carne del tuo sognare
il collo aperto ai miei baci.
È bello il seno della tua innocenza
l’ombra del tuo piacere,
è bello il tempo delle tue labbra
quando il giorno si schiude in cipria di voluttà
e gli orizzonti dell’ebbrezza
sciolgono i fiati della malinconia.
È bello il tempo della notte
in cui albeggia la poesia del tuo sguardo ferito
il viaggio del tuo restare
l’insistenza del tuo anelare.
È bello il tuo morbido risveglio
nel giaciglio delle mie parole.
È bello che non trovi fine al bello.
È bello che io possa scrivere “è bello”.
È bello...
martedì 25 novembre 2008
Naufragi prospettici
(Sangue d'anima, opera di Kurtz58)custodisce le galassie di ogni Dopo.
La radura raggelata si elettrizza
al vento di telegrafiche immortalità
e coltiva lacrime di Prima
nel presagio lontano del Domani.
Le Parole più silenziose
naufragate nel fondo fragore delle vene
fanno il giro di questa e di altre briciole di Caos.
Mentre colgo i freschi boccioli dei tuoi occhi
dalla terra di un dolore antico,
l’incrinatura della Realtà
di-schiude baratri di possibilità,
prospettive destinate
nell’abbraccio del nostro cieco navigare.
Scassati dal canto di sirene perfette,
beviamo saline di Verità
tra il singhiozzo di eternità imperlate
e lo sbuffo materno di illusioni spossate.
mercoledì 12 novembre 2008
Dèmoni notturni
Gemiti di altri in mezzo ai denti sussultanti. Gesti del mio Doppio tra gli interstizi segreti della carne, tra le giunture avvinazzate della mente. Schiamazzi di altri, musiche di altri, incubi di altri. Guazzabugli di verità nella ferocia del mio dire arrancante. Mi voglio svegliare per sognare. Desidero sognare per svegliarmi. Ho fumo infuocato nella bocca e spilli incandescenti nelle orecchie. La barba tracolla all’inferno e i capelli al cielo. La lingua sibila nella fogna pregna di miele. Il calamaio è stracolmo di rugiada.
Arabeschi bizzarri dell’irrealtà,
certo che gioco, giocherello volentieri con voi.
domenica 26 ottobre 2008
Tempus fugit
(L'ultimo tango, opera di Kurtz58)insieme all’ambra della tua pelle limata,
il cachemire della tua insicurezza,
col ticchettio dei miei aggettivi manchevoli,
la ritmica irrequietezza della tue fragili ginocchia
e gli sguardi segreti
in fondo all’aula in cui trapassa l’innocenza.
Svanirà
la luce dei tuoi occhi irrorati di sole
col piacere della tua carne nuvolosa,
l’ambrosia di salive ieratiche
e il batticuore delle mani sul sesso della Primavera.
Danzeremo
nel rantolio dell’inesperienza
accartocciati nel cestino dell’Indefinito
sciancate sillabe della metamorfosi inclemente
aleatori punti del Ritorno consolatorio.
Morremo con la bocca dolce di poesia
tra le pagine di un letto dis-fatto
senza più trine di parole
e un sorriso metacarnale
nel policromo caleidoscopio
dell’eternità.
sabato 18 ottobre 2008
Albori crepuscolari
(Desolazione, opera di Paolo Caddeo)Alcalina luce retrò addosso ai miei laghi rovesciati su te.
Il mio naso sa di foglie perdute.
Il mio cane bastardo veste la tara dell’Innocenza.
La sedia del Fato è genuflessa all’Abisso.
Lacci di salvezza sulla roggia dello S-velato.
Manca una k alla mia tastiera incavata.
Una z manca al mio cuore.
Cerco sul tavolo color castagno
stimmate della tua pelle imbattuta.
Una voce priva di fiato
nel risucchio dell’Insondato.
Inseguo l’Ora nel tanfo primordiale
della cucina smembrata.
E m’ intrido della tua eco selvaggia
Sibilla ignota del demonico Oblio.
martedì 14 ottobre 2008
Spalo Bianco
(La via nella bufera, opera di Kurtz58)concepisco fittizi spazi di me.
Pizzi di lucore lunare
su seminali distese di cristallo
e diroccate croci di Imperfetto
al confine del mio eremo impervio.
Spalo bianco in fondo a iridi propiziatrici
spalo folle su mammelle mielate di innocenza
e caccio spettri dalla forra dell’incertezza
schiudendo con Verità
aborti di locuzioni e
training di effusioni.
Spalo bianco nel Mascheramento
spalo me nel mausoleo dell’affetto
e coltivo il candore della Corrispondenza
nel Tartaro arcano dell’Immanenza.
sabato 4 ottobre 2008
Chimeriche Muse
(Nozze d'arte, opera di Kurtz58) Chimere di Muse s-composte
prillano scalze lungo il prato dell’Incanto,
pallide creature notturne
tessono e disfano arazzi di Intenzione.
Sono Fate irrigate di Assoluto
steli leggiadri nella fogna del mio infimo inferno.
Sono ghirlande e pepli leggeri
ali di farfalla e carezze d’argento.
Sono Poesie più soavi della realtà
e sogni più reali dei sogni.
Sono le voglie, l’ acquolina delle Parole
i pinnacoli fiabeschi della artistica Redenzione.
Sono le spezie che allietano la Traversata
le sorgenti nelle steppe dell’Apatia,
salubre bava dell’estatico TeDio.
Sono l’Amore in cui non si crede
la Speranza in cui non si spera
la luce che fa più Luce
sono il Buio stracolmo di delizie
Giaculatorie della Nullità
vermigli tagli di Verità
nell’opaco mantello dell’Irrealtà.
sabato 27 settembre 2008
La stanza del Ritorno
(Opera di Kurtz58, "Ultima speranza")Rimbombi di morbido In-compiuto
sul selciato del candido Riposo.
Mi vertigino in fondo all’ugola di iridi abbaglianti
fra ciglia affogate di mascara lisergico.
Lucciole immaginarie
nel biancore della virtualità.
Fate di bosco e
incensi di infinito
nel ciborio dell’intimità.
Sorrido col silenzio negli occhi
e accarezzo la paura
raccolto nella stanza
dell'euritmico Ritorno.





