sabato 13 marzo 2010
sabato 13 febbraio 2010
Nichilistico amore
(Opera di Zdzislaw Beksinski)
Nulla ho da dire
se non gli unici occhi che amo
l’unico bianco che vedo
le mani di neve che prego
pergamene di corpo
e di spasmi acerbi figli
Nulla da dire
se non gli unici occhi che amo
del tempo blandizie e boria
fra vapori d’inferno e d’infinito ugge
l’unica carne che mangio
al cascare del cielo
al cascare del tempo
al cascare del vuoto
dentro al tutto che non conosco.
giovedì 31 dicembre 2009
Guancia di luna
(Opera di Michele Zucca, Lo sguardo dolce)Nudo
sopra rovi di dolcezza
carnato spoglio di ragione
germoglio
allo schiumare del sangue
fra i vapori del tuo cuore rigonfio
tra le vie
nella città appestata,
o guancia di luna,
tra gli incendi delle periferie
e mulinelli impiccati ai lampioni
tra crocicchi di foglie e marionette ridenti
alla luce della mia nebbiosa abat- jour
dietro la persiana del tempo
al pesto buio del mio incredulo amore
forse amo.
martedì 10 novembre 2009
alBa D'autunno
(Alda Merini in una foto di Giuliano Grittini)Bioccoli di pentotal
fra le zolle staziate d'Elicona
autunnano di melancolia
degli andati l'inquieto core
finché germina,
in fumosi crepacci d'inchiostro,
il vagito shockato del poeta.
Così, vergine ora sei
nell'incenso svincolato del Canto
che brandì gloria a dei inviolati
nell'ordir le trame
del sacrale e arcano gioco.
Salpata per il Viaggio,
su alati navigli di Muse,
cataratta d'Amore,
dai manicomi volgari della normalità.
giovedì 22 ottobre 2009
domenica 20 settembre 2009
Buchi nel Nulla

(Disegno di Michele Zucca)
I buchi nel Nulla
non sanno di Tempo
né di foglie che cadono al Fiume
e da Morte arraffano malìa.
Sono spacchi di arancio nel serale ronzio.
Nella polpa dei tuoi occhi bagnati
sono pozzi di stanziale attesa
e boccioli di ozio eterno
ditirambi aggraziati sui pori del Divenuto,
del mio nulla i buchi
sono te prima del Dopo.
sabato 22 agosto 2009
Voluttà
(Opera di Zdzislaw Beksinski)In vana bruma di baleno
s' azzurra il fiore del viso tuo antico.
- Non credi neppure nella Fine?
Danzo in fondo al torchio del dubbio
cullato nel bang remoto dell’Inizio
e goccia di te l' ombra mia torba
mentre scavo orbite speranze
nella spelonca dell'Aldiqua.
Circonfuso di riflessi paralleli
m' adagio sul ciglio del velo
al buio materno della tua trascendentale voluttà.
domenica 26 luglio 2009
domenica 31 maggio 2009
Nel maggio che dora le messi
Nel maggio che dora le messi
e sfonda il torace di beltà
in fondo alla prosa del mio cervello,
nel tutto che si ha
che dischiude al nulla che si vuole;
dentro il nulla che si vuole,
che apre al tutto che si ha.
In questa perdita che è Vita,
nel maggio che dora le messi
e fa esplodere il tuo corpo di sole
nel seno della pienezza
in questa oceanica rinuncia
in questo abbandono di miraggi.
Nel maggio,
che infiamma le messi
e che miete
pezzi di cuore,
in questa visione,
nel brillore della Verità
nella vampa della sua menzogna.
Nel maggio che dora le messi,
in questa atavica raccolta,
io ti ho presa.
venerdì 15 maggio 2009
Sensato
venerdì 1 maggio 2009
La Colpa

nel vuoto smunto di lusinghe
dove rapino comete di cervello
smembrandole in coriandoli di verità
nell'orizzonte ascoso della Colpa.
Scavato d'Amore
trapasso
a stilla di Mattino
svirgolando lettere d'argento
in preghiere dorate di Pietà.
sabato 11 aprile 2009
Pasqua
(Opera di Kurtz 58, Pacem te poscimus)Avrei voluto scrivere di voi
balocchi su bare di terra
e sciogliere in questa piaga
l'inchiostro di Perdono
fare del Perchè una fede che consola
mentre l'Aquila dell'uomo sfida il Cielo
e la tacita Notte vomita innocenza
ora che cala il sipario del Silenzio
e la cenere ferale
grida Croce nel vento dell'Oblio.
giovedì 9 aprile 2009
Esercizio d'Amore
(COGNITIVE TRANSFORMATION, ink on board, di Ben Tolman)Il lavacro sacrale del mio inchiostro
scarnifica monoliti di Tabù
e mi obnubilo nel tampax di Maya cedevoli
baloccandomi con l'Ordo fittizio delle idee
dopamine di proiezioni astrali
nel virtuale precipizio dei neuroni
mentre involvo nell'arenile dell'invenzione
ogni leptone di Realtà
bramando consolazione
nel flusso orgiastico
che menzogna il Senso.
Mi corazzo, mi denudo d'Arte
mentre cade il Sole
e iridi più ataviche
del Cosmo
m'inghittono d' Amore.
martedì 17 marzo 2009
Ispirazione
Ti trovo dove non sei
raccogliendo boccioli all'arrossire del Bianco
la fioritura della virtualità che maledice Reversibilità
nell'angolo che taglia un pelago impossibile
sul Tramonto che sfuma Ricordo
e che trascina al suo perire le vesti alla luce che fosti
ti trovo tra la lira della Notte
in cui corolle altezzose imperlano Tabù
e non ho più soli per te né parole
né sillabe né urla di futuro e torture di passato
ti trovo dove non sei
nell'aborto di stille cristallizzate
nel diniego di lucciole fanciulle
nel ritrarsi sublime di Apollo
in ogni cosa che non sei
e in tutte quelle che non sarai
ti trovo dove non sei,
solo dove non sei
e questo è il mio modo di averti,
questo il mio modo di perderti.
lunedì 2 marzo 2009
Onnipresenza
(Dipinto di Paolo Caddeo, "Onnipresenza")Non posso ansimare parole d’argento
tra i guanciali illibati del nobile Sentire
perenni Grazie inacidendo
col seme notturno del mio dannato scribacchiare.
Ciò che scavo ha il volto del dirupo!
Vuoi forse Precipizio dolce musa? Tu godi l' Abisso.
Trapassare è il tuo albeggiare.
Non posso giocarti neanche nel Bianco,
neanche nel Nulla posso averti.
Sei farfalla quando sei realtà,
realtà quando sei Sognare.
Se io ti scrivo non ti ho,
se ti ho non ti scrivo.
O civetta bugiarda,
insorgenza del mio Decadere
Tartaro del mio liberare
libertà del mio imprigionare.
O dolce mia musa, vuoi forse cadere?
Lo so bene, tu ami cadere.
S-vanire è il tuo Venire
o Inviolato strapiombo del mio Ritorno.
Andare il tuo tornare
assurto Crepaccio a impuri cieli d’ Inchiostro,
o Musa, vuoi cadere?
Lo so bene,
Mancanza è Onnipresenza.
domenica 22 febbraio 2009
Sfumeremo
(Opera di Paolo Caddeo, Il mare dell'Oblio)Sfumeremo come il Tramonto
smagliati fino a trasparire
scopati dal Caso distratto
bavosi di rimpianto
implosi
sardonici nel pozzo della sera
soli
con l'onore che il nulla concede
ai suoi aborti immiseriti
sgloriati di Poesia.
sabato 14 febbraio 2009
Nonluogo
(Opera di Tom McKee, Master of Mischievous Freudian Feasts) Ti porterò con me
dove gemmano le rose
e il sole sboccia di cedevoli carmi
il Bene inonda di piacere ogni atto
e rugiada di canti
s’intarsia di purezza al balenare del tuo riso,
al di là degli opposti e della contraddizione
dove arcipelaghi sottili sono vertigini di piume
e nuvole di notempo filano Grazie vogliose d’eternità
dove si può amare senza ferire
ti porterò con me
il giorno della mia Fine.
martedì 27 gennaio 2009
Infanzia selvaggia
(A Forest, The cure)
Ambulacri di raggi ritorti
nella forra dei cuori traditi
mentre afona deflagra
la verde chioma della libertà
e stormi di ombratili auspici
traghettano anime di legno
sulla selva incorrotta della Malinconia.
Ira di fate violate
ed Elfi in marcia
contro la rovina d’ Empatia,
Centauri di boschi remoti
e di Arpie inumane orde
Silfi leggiadri e Titani
avanzano verso il Ritorno
per lavare lo smembramento di Amadriade
esiliando dal Domani
il mercimonio demonico
delle zolle del mio Senso.
Le acque della Spensieratezza
evaporano nell’Hýbris di Ruspe vanagloriose
e nella panica corsa di ginocchia sbucciate
rimembro il nido immacolato
della mia infanzia selvaggia.
giovedì 25 dicembre 2008
Reale Inatteso
(Opera di David Stoupakis)M’ interro nello stabbio del vergine silenzio
mentre crome di promesse s-piegano l’attimo.
Bevo un caffè più dolce del vino
nei vivai delle tue sorgenti,
un vino più amaro del caffè
che mi nasce quando mi muore.
Redento nella consuetudine
di un frammento incondizionato
ho perduto la scintilla
per nevicare nell’Incendio.
Fiocchi di Parola preservano
radici più profonde del Foglio,
ma siamo asserviti a singhiozzi di fonemi
lungo il calvario di ipnosi esistenziali
allorché nell’anelare custodiamo l’amore.
Così, nel canto di cigni avvizziti
tra piume di rimpianti e sorrisi davvero innocenti,
versiamo verbi inascoltati nel pelago del domani
ampolle di illusioni e vapori di verità
olezzi di tremore e vibrare di ciglia
biancheggiando ecchimosi di Muse
quando ombratile albeggia il Reale Inatteso.






