martedì 13 aprile 2010

Lamine di sole

(Foto di Ilaria Diana)


M’ origino in carnali fodere di notte

e radico prigioni senza raggi

per la gloria di alberi lontani

che Altrove fogliano prigioni di viole

schiudendo attonite iridi sperse

al vagolare slavato di nubi rapaci.

Una fortezza di amabili spini,

su crinali di tizzi di cuore

al buio barbicare del domani,

dove il Sole?

sabato 13 marzo 2010

Primavera

(Opera di Fidus)

Rami smunti di sole

nel rovescio arso del mondo

sopra il foglio

di tempo groviglio

rizomi di parole monche.

Ossimoro argilloso di menzogne

al coagulo dell’impossibile festante

combustione di carezze danzante

nel rosso bianco sprizzante.

sabato 13 febbraio 2010

Nichilistico amore

(Opera di Zdzislaw Beksinski)

Nulla ho da dire

se non gli unici occhi che amo

l’unico bianco che vedo

le mani di neve che prego

pergamene di corpo

e di spasmi acerbi figli

Nulla da dire

se non gli unici occhi che amo

del tempo blandizie e boria

fra vapori d’inferno e d’infinito ugge

l’unica carne che mangio

al cascare del cielo

al cascare del tempo

al cascare del vuoto

dentro al tutto che non conosco.

giovedì 31 dicembre 2009

Guancia di luna

(Opera di Michele Zucca, Lo sguardo dolce)


Nudo
sopra rovi di dolcezza
carnato spoglio di ragione
germoglio
allo schiumare del sangue
fra i vapori del tuo cuore rigonfio
tra le vie
nella città appestata,
o guancia di luna,
tra gli incendi delle periferie
e mulinelli impiccati ai lampioni
tra crocicchi di foglie e marionette ridenti
alla luce della mia nebbiosa abat- jour
dietro la persiana del tempo
al pesto buio del mio incredulo amore
forse amo.

martedì 10 novembre 2009

alBa D'autunno

(Alda Merini in una foto di Giuliano Grittini)

Bioccoli di pentotal

fra le zolle staziate d'Elicona

autunnano di melancolia

degli andati l'inquieto core

finché germina,

in fumosi crepacci d'inchiostro,

il vagito shockato del poeta.

Così, vergine ora sei

nell'incenso svincolato del Canto

che brandì gloria a dei inviolati

nell'ordir le trame

del sacrale e arcano gioco.

Salpata per il Viaggio,

su alati navigli di Muse,

cataratta d'Amore,

dai manicomi volgari della normalità.

giovedì 22 ottobre 2009

Autunno

(Opera di Beksinski, '70-'75.)

Allo scadere del tuo sguardo sgrassato
lambisco il riflesso del riso
mentre in rosso spirano spettri
e claudica in me transitoria
la sfumata del sole.
Al corale raggrinzirsi di foglie
s'accartoccia il caduco:
Il futuro è muro.

domenica 20 settembre 2009

Buchi nel Nulla








(Disegno di Michele Zucca)

I buchi nel Nulla


non sanno di Tempo


né di foglie che cadono al Fiume


e da Morte arraffano malìa.


Sono spacchi di arancio nel serale ronzio.


Nella polpa dei tuoi occhi bagnati


sono pozzi di stanziale attesa


e boccioli di ozio eterno


ditirambi aggraziati sui pori del Divenuto,


del mio nulla i buchi


sono te prima del Dopo.


sabato 22 agosto 2009

Voluttà

(Opera di Zdzislaw Beksinski)

In vana bruma di baleno
s' azzurra il fiore del viso tuo antico.
- Non credi neppure nella Fine?
Danzo in fondo al torchio del dubbio
cullato nel bang remoto dell’Inizio
e goccia di te l' ombra mia torba
mentre scavo orbite speranze
nella spelonca dell'Aldiqua.
Circonfuso di riflessi paralleli
m' adagio sul ciglio del velo
al buio materno della tua trascendentale voluttà.

giovedì 13 agosto 2009

domenica 26 luglio 2009

In attesa

(Opera di Paul Rumpsey, Flyng or falling)

Dentro l’ocra dell’oscura città,
all’ombra di Saturno,
scartavetro il flusso che tinteggia il Senso
deflorando il Sogno
nell’abbraccio dei tuoi occhi ignari
in attesa della Fine beffarda
che ancora al Gioco di Speranza schiude
i cuori rigonfi d’ orrore.

domenica 31 maggio 2009

Nel maggio che dora le messi

Nel maggio che dora le messi
e sfonda il torace di beltà
in fondo alla prosa del mio cervello,
nel tutto che si ha
che dischiude al nulla che si vuole;
dentro il nulla che si vuole,
che apre al tutto che si ha.
In questa perdita che è Vita,
nel maggio che dora le messi
e fa esplodere il tuo corpo di sole
nel seno della pienezza
in questa oceanica rinuncia
in questo abbandono di miraggi.
Nel maggio,
che infiamma le messi
e che miete
pezzi di cuore,
in questa visione,
nel brillore della Verità
nella vampa della sua menzogna.
Nel maggio che dora le messi,
in questa atavica raccolta,
io ti ho presa.

venerdì 15 maggio 2009

Sensato

(Opera di Bryan Cairns )

Sfoglio ecchimosi di parole
tra abbagli d’imbroglio temporale
e vestigia di pagine sinuose
in cui vertigino eleganza ferale,
bruno di cognizione,
atterrito nell’Ombra suprema.
Fatto di Tramonto.
Sensato
al pulito brillare dei tuoi attoniti occhi.

venerdì 1 maggio 2009

La Colpa


(Opera di Marco Caddeo, Liminalità)


Sviscero bianche volte di Senso
nel vuoto smunto di lusinghe
dove rapino comete di cervello
smembrandole in coriandoli di verità
nell'orizzonte ascoso della Colpa.
Scavato d'Amore
trapasso
a stilla di Mattino
svirgolando lettere d'argento
in preghiere dorate di Pietà.

sabato 11 aprile 2009

Pasqua

(Opera di Kurtz 58, Pacem te poscimus)

Avrei voluto scrivere di voi
balocchi su bare di terra
e sciogliere in questa piaga
l'inchiostro di Perdono
fare del Perchè una fede che consola
mentre l'Aquila dell'uomo sfida il Cielo
e la tacita Notte vomita innocenza
ora che cala il sipario del Silenzio
e la cenere ferale
grida Croce nel vento dell'Oblio.

giovedì 9 aprile 2009

Esercizio d'Amore

(COGNITIVE TRANSFORMATION, ink on board, di Ben Tolman)

Il lavacro sacrale del mio inchiostro
scarnifica monoliti di Tabù
e mi obnubilo nel tampax di Maya cedevoli
baloccandomi con l'Ordo fittizio delle idee
dopamine di proiezioni astrali
nel virtuale precipizio dei neuroni
mentre involvo nell'arenile dell'invenzione
ogni leptone di Realtà
bramando consolazione
nel flusso orgiastico
che menzogna il Senso.
Mi corazzo, mi denudo d'Arte
mentre cade il Sole
e iridi più ataviche
del Cosmo
m'inghittono d' Amore.

martedì 17 marzo 2009

Ispirazione

(Alex Grey "Wonder" - 1996, acrylic on paper, 16 x 20 ins)

Ti trovo dove non sei
raccogliendo boccioli all'arrossire del Bianco
la fioritura della virtualità che maledice Reversibilità
nell'angolo che taglia un pelago impossibile
sul Tramonto che sfuma Ricordo
e che trascina al suo perire le vesti alla luce che fosti
ti trovo tra la lira della Notte
in cui corolle altezzose imperlano Tabù
e non ho più soli per te né parole
né sillabe né urla di futuro e torture di passato
ti trovo dove non sei
nell'aborto di stille cristallizzate
nel diniego di lucciole fanciulle
nel ritrarsi sublime di Apollo
in ogni cosa che non sei
e in tutte quelle che non sarai
ti trovo dove non sei,
solo dove non sei
e questo è il mio modo di averti,
questo il mio modo di perderti.

lunedì 2 marzo 2009

Onnipresenza

(Dipinto di Paolo Caddeo, "Onnipresenza")

Non posso ansimare parole d’argento
tra i guanciali illibati del nobile Sentire
perenni Grazie inacidendo
col seme notturno del mio dannato scribacchiare.
Ciò che scavo ha il volto del dirupo!
Vuoi forse Precipizio dolce musa? Tu godi l' Abisso.
Trapassare è il tuo albeggiare.

Non posso giocarti neanche nel Bianco,
neanche nel Nulla posso averti.
Sei farfalla quando sei realtà,
realtà quando sei Sognare.
Se io ti scrivo non ti ho,
se ti ho non ti scrivo.
O civetta bugiarda,
insorgenza del mio Decadere
Tartaro del mio liberare
libertà del mio imprigionare.

O dolce mia musa, vuoi forse cadere?
Lo so bene, tu ami cadere.
S-vanire è il tuo Venire
o Inviolato strapiombo del mio Ritorno.
Andare il tuo tornare
assurto Crepaccio a impuri cieli d’ Inchiostro,
o Musa, vuoi cadere?
Lo so bene,
Mancanza è Onnipresenza.



domenica 22 febbraio 2009

Sfumeremo

(Opera di Paolo Caddeo, Il mare dell'Oblio)

Sfumeremo come il Tramonto
smagliati fino a trasparire
scopati dal Caso distratto
bavosi di rimpianto
implosi
sardonici nel pozzo della sera
soli
con l'onore che il nulla concede
ai suoi aborti immiseriti
sgloriati di Poesia.

sabato 14 febbraio 2009

Nonluogo

(Opera di Tom McKee, Master of Mischievous Freudian Feasts)

Ti porterò con me
dove gemmano le rose
e il sole sboccia di cedevoli carmi
il Bene inonda di piacere ogni atto
e rugiada di canti
s’intarsia di purezza al balenare del tuo riso,
al di là degli opposti e della contraddizione
dove arcipelaghi sottili sono vertigini di piume
e nuvole di notempo filano Grazie vogliose d’eternità
dove si può amare senza ferire
ti porterò con me
il giorno della mia Fine.

martedì 27 gennaio 2009

Infanzia selvaggia


(A Forest, The cure)

Ambulacri di raggi ritorti
nella forra dei cuori traditi
mentre afona deflagra
la verde chioma della libertà
e stormi di ombratili auspici
traghettano anime di legno
sulla selva incorrotta della Malinconia.

Ira di fate violate
ed Elfi in marcia
contro la rovina d’ Empatia,
Centauri di boschi remoti
e di Arpie inumane orde
Silfi leggiadri e Titani
avanzano verso il Ritorno
per lavare lo smembramento di Amadriade
esiliando dal Domani
il mercimonio demonico
delle zolle del mio Senso.

Le acque della Spensieratezza
evaporano nell’Hýbris di Ruspe vanagloriose
e nella panica corsa di ginocchia sbucciate
rimembro il nido immacolato
della mia infanzia selvaggia.